| |
MILANO — Piccoli e famosi. Patrimonio dell' Unesco. Borghi italiani, amati ed esaltati dalla stampa estera. Assisi, in testa, grazie anche agli elogi del Times of India, «patria di San Francesco» con la sua Umbria «patrimonio culturale e artistico mondiale». E Urbino, «città ideale d'Italia» tra le righe del Sydney Morning, contrapposta a Firenze «che sembra quasi persa sotto il peso del turismo, mentre Urbino gode di una vera e propria intimità, offrendo al pubblico grandi opere pittoriche e architettoniche».
Poi Siena, che incanta il Guardian «con le sue stradine ondulate di sassi, piene di drogherie, boutique e caffè, come fiori che sbocciano da semi diversi, e con l'odore di aglio e pasticcini nell'aria, e i suoi fieri abitanti divisi in contrade». E, oltre lo stretto di Messina, Siracusa, quarta nella top ten, premiata dalla rivista francese Elle: «Si è rifatta il look. I palazzi sono restaurati e gli stranieri comprano casa, mentre i giovani investono aprendo hotel, negozi e bar che fanno della tranquillità l'arma vincente». E nella lista delle città più belle e visibili sui giornali stranieri, stilata dall'Osservatorio «Nathan il Saggio» per la trasmissione tv «Pandora» condotta da Alessandro Cecchi Paone, spunta Ercolano, al quinto posto: a farla brillare sono gli scavi romani, per lo svizzero Neue Zùrcher Zeitung «più famosi di quelli di Pompei e i meglio conservati». «Chiunque si trovi a osservare le rovine — scrive il quotidiano — vede davanti a sé vere e proprie opere d'arte, monumenti, porte, resti in legno che permettono di risalire alle reali forme di abitazioni e ville». Sesta Ferrara, segue Caserta con la sua Reggia, «il più grande palazzo mai costruito nella penisola italiana», secondo lo spagnolo El Paìs. Che ne ricorda la posa della prima pietra per mano di re Carlo Borbone (20 gennaio 1752); poi i giardini «fenomenali», e il parco «intatto». Ottava arriva Milano, per merito del Cenacolo vinciano, che precede le necropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia. Chiudono la top ten i trulli di Alberobello, «tradizionali rustiche cupole, più adatte alla terra di Oz che a un paese industrializzato» come decanta il Financial Times. Siti ben conservati, valore artistico ineguagliabile, interventi di recupero premiati. Ma la stampa estera non profonde solo complimenti. Secondo l'analisi dell'Osservatorio, svolta su oltre cinquemila articoli, non mancano critiche e bocciature. Roma è prima fra i centri storici in pericolo, come scrive il Los Angeles Times: «I monumenti di questa leggendaria città sono in rovina, vittime di monumentale negligenza, erosione di madre natura, fondi sempre più esigui e turisti poco attenti». E ai vertici della classifica dei danni del turismo, sempre all'attenzione dei giornali stranieri, compare l'eccessivo flusso di visitatori, sintetizzato in un titolo del francese Le Monde: «Quando il turismo uccide l'arte». Ovviamente in Italia. Ma per la Val d'Orcia, «a rischio di perdere lo status di Patrimonio dell'Unesco» è l'inglese Daily Telegraph a trovare la causa: «Colpa degli immobiliaristi rapaci».
Grazia Maria Mottola
|
|